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Trasporto merci con la pandemia: i controlli necessari

Trasporto merci pandemia

Lavorare nel trasporto merci con la pandemia vuol dire doversi adeguare a tutte le sue restrizioni e i controlli necessari.

La vera difficoltà, però, non è adeguarsi alle norme per il trasporto nazionale, ma districarsi tra le varie norme per i trasporti internazionali.
Perché lavorare nel trasporto merci può vuol dire oltrepassare i confini quotidianamente.

Trasporto merci con la pandemia: i DPCM

L’allegato 14 del DPCM 17.05.2020 definisce il “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione da COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica” siglato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e dai sindacati.

In questo documento sono scritte tutte le regole principali ancora vigenti per lavorare nel trasporto merci nazionale con la pandemia e lo stato d’emergenza attualmente prorogato su territorio nazionale fino al 31 luglio 2021 (D.L. 22 aprile 2021, n°52)

Trasporto merci con la pandemia: le regole generali

Lavorare nel trasporto merci durante la pandemia e seguire tutte le indicazione dell’allegato 14 appena citato può non essere semplice, ma certamente è necessario.

Ecco le regole generali:

  • I responsabili hanno l’obbligo d’informare sul corretto utilizzo dei DPI previsti (mascherine, guanti, tute)
  • La sanificazione e l’igienizzazione dei mezzi di trasporto deve avvenire correttamente e il più frequentemente possibile
  • È necessario fornire gli abitacoli di dispenser di soluzione idroalcolica per la sanificazione delle mani dell’autotrasportatore
  • All’interno dell’abitacolo, se presenti due o più persone, devono indossare i DPI previsti o, in alternativa, dovranno essere utilizzati dei separatori di posizione. Questo anche se si viaggiasse con i finestrini completamente abbassati nel tentativo di agevolare il ricircolo d’aria
  • Gli autisti dei mezzi devono, se possibile, restare all’interno dei loro veicoli se non dotati di guanti e mascherine; il veicolo può comunque accedere all’area di carico/scarico, purché l’autista (se sprovvisto di DPI) ne resti all’interno o rimanga a distanza di sicurezza di almeno 1m dagli altri operatori
  • La presa/consegna dei documenti di trasporto merci è da effettuarsi con modalità che non prevedano contatti diretti tra i lavoratori
  • Non è consentito l’accesso agli uffici di aziende differenti dalla propria, esclusi i locali adibiti ai servizi igienici, di cui devono esser garantite pulizie e igienizzazione giornaliere
  • Nel caso delle consegne a domicilio, al fine di ridurre il rischio dei contagi, non è necessaria la firma di avvenuta consegna
  • Dev’essere assicurato un piano di turnazione dipendenti nelle varie mansioni (predisposizione e ricezione merci o carico e scarico, per esempio) allo scopo di diminuire al massimo i contatti o i rischi di contagi

Trasporto merci pandemia autisti

Le 5 categorie dei Paesi per i quali sono previste misure differenti

Dal 16 maggio 2021 fino a fine stato d’emergenza (attualmente previsto per fine luglio 2021), gli spostamenti da e per l’estero sono regolamentati dal DPCM 2 marzo 2021 e dall’Ordinanza 6 maggio 2021, anche per ciò che non concerne le ormai famose esigenze lavorative.

In questi documenti, i Paesi esteri sono raggruppati in 5 categorie differenti in base alla quale cambiano anche le regole da rispettare al rientro.

Le 5 categorie sono:

  1. San Marino e Città del Vaticano.
  2. Stati e territori a basso rischio epidemiologico, che verranno individuati con apposita Ordinanza, tra quelli di cui all’elenco C. Al momento, nessuno Stato è in questo elenco.
  3. Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupe, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale, basi britanniche nell’isola di Cipro), Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele.
  4. Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Stati Uniti, Thailandia.
  5. Resto del mondo: tutti gli Stati e territori non espressamente indicati in altro elenco.

Da questo elenco sono esclusi Brasile, India, Bangladesh e Sri Lanka perché prevedono delle misure speciali.

Trasporto merci: comprovate esigenze di lavoro

Il trasporto merci durante la pandemia, dunque, rientra nelle comprovate esigenze di lavoro per cui si è esclusi da molti vincoli.

Per esempio, in caso di comprovate esigenze lavorative, non è previsto l’obbligo di un tampone o di un isolamento preventivo con tampone al termine dell’isolamento stesso per:

  • Chiunque entri in Italia da uno stato estero per meno di 120 ore consecutive, a condizione che allo scadere delle 120 ore lascino immediatamente l’Italia o comincino l’isolamento fiduciario
  • I lavoratori transfrontalieri che rientrano nella propria residenza
  • I lavoratori che effettuano il loro ingresso in Italia dall’estero per esigenze lavorative regolate da protocolli speciali e approvati dalle autorità sanitarie
  • I lavoratori cittadini dell’Unione Europea che nei 14 giorni antecedenti all’ingresso in Italia non hanno soggiornato in uno Stato del Gruppo C

Per altre informazioni puoi leggere il documento ufficiale sul sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale oppure approfondire ulteriormente sulla parte relativa alla Salute In Viaggio.

 


 

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